11 giugno 2012

MA QUALE RILANCIO DELLA COMPETITIVITA'?

Sto leggendo il libro The Apprentice, di Sir Alan Sugar, l'imprenditore inglese che ha fondato l'Asda, che scrive:
Non guardo i 48 milioni di sterline che ho pagato in tasse, ma i 120 che ho potuto tenere.
Quindi in Inghilterra un grande imprenditore paga circa il 28 % in tasse, mentre in Italia un piccolo imprenditore con un'azienda a gestione familiare arriva a pagarne il 75%.

Esattamente, quando Monti parla di rilancio della competitivita', a cosa si riferisce?
Lasciamo perdere la Cina non dovremmo neanche pensare di competere con Cina e India, che non rispettano i diritti umani: come facciamo a competere con l'Inghilterra, quando c'e' una differenza cosi' grande gia' solo per le tasse?

04 giugno 2012

POLITICA DEI FINANZIAMENTI E POLITICA NEI FINANZIAMENTI

Forse per la mia vicinanza al mondo inglese, tra i miei amici film makers si e' diffusa una generale idea per cui io considero le film commission italiane un organo politico e parassitario inutile, fatto solo di burocrati senza competenze in fatto di cinema, che hanno avuto il lavoro senza merito e solo grazie a favori politici, spendono grosse quantita' di denaro pubblico senza fare nulla se non costituire sempre piu' ingombranti strutture politiche, assolvendo funzioni che potrebbe ricoprire gratis qualunque ufficio turistico del piu' piccolo comune in Italia, senza competenze o conoscenze sul cinema ed elargendo finanziamenti pubblici piu' che altro agli amici degli amici.

Certo, data la crisi, pur concordando che facevano uno straordinario lavoro assistendo i filmmakers. l'Inghilterra ha deciso di togliere tutte le film commission sul territorio e di tenere quella centrale di Londra, i cui membri viaggiano per tutta l'Inghilterra per garantire le giuste opportunita' anche a chi vive lontano dalla capitale, mentre in Italia ci sono regioni con una film commission in ogni citta'.

Comunque i nostri non sono solo burocrati, non sono parassiti, non sono inutili, non sono solo un miope strumento politico e veicolo di corruzione, e per dimostrare tutto il mio apprezzamento per questi organi al cui interno lavorano persone capaci, scelte per la loro competenza, che fanno di tutto per premiare il merito e l'iniziativa personale prendero' un paragrafo a caso della nuova brosure Legge Regionale sul Cinema e sull'Audiovisivo che ho ricevuto a Cannes quest'anno:


Istituzione del Centro regionale per il cinema e l'audiovisivo, uno strumento per dare organicita' di indirizzo politico-gestionale e operativo-funzionale, alla pluralita' degli interventi messi in campo eliminando sprechi e diseconomie di gestione.


19 marzo 2012

"Video sponsorizzato" MOSTRA IL TUO LATO MIGLIORE


Chi mi conosce sa quanto sia forte la mia simpatia per le grandi aziende che vogliono coinvolgere persone di talento nelle loro attivita': mi ricorda che nonostante tutta la globalizzazione, le regole dei grandi numeri e la continua ricerca di business, siamo ancora prima di tutto esseri umani alla ricerca di altri esseri umani.

Ed ecco una nuova iniziativa del tipo che piace a me, promossa dall'International Olympic Commete e rivolta a tutti quelli che pensano di avere un talento che merita attenzione.

Avendo base a Londra, ho vissuto buona parte delle nuove idee, dell'entusiasmo, delle polemiche, delle tensioni, delle speranze, delle delusioni e delle diverse opinioni e i preparativi sulle Olimpiadi del 2012, che avrebbero cambiato la citta'.
Nel 2006 abitavo nella zona di Stratford (l'area che ospitera' le Olimpiadi) e un grande orologio prima della metropolitana mi diceva con un countdown ogni mattina quanti giorni mancavano alle Olimpiadi.
Ora quell'orologio non c'e' piu' e al suo posto si trova il magnifico centro comerciale Westfield, che ha dato a Stratford, considerata una zona periferica per lavoratori, la dignita' del centro.
E chi l'avrebbe mai detto?

Sulla stessa scia, il Comitato delle Olimpiadi vuole dare la possibilita' a chi ha un talento nascosto di poterlo mostrare. Perche' se sei un ottimo nuotatore o corri veloce puoi fare le Olimpiadi, ma cosa fai se il tuo talento e' lo skateboard, o camminare sulle mani, o tenere in mano un numero esagerato di palline da tennis?
Quindi ecco come funziona per chi vuole partecipare: fate un filmato di un minuto o meno in cui mostrate il vostro talento. Mantenetelo semplice, divertitevi e non fate cose pericolose, poi mandatelo all' International Olympic Commete, e se scelgono il vostro filmato vincete un viaggio a Londra per guardarvi le Olimpiadi!

Io sto pensando a un video con mia sorella in cui ci tocchiamo i gomiti col mento.
Reciprocamente :-)

Per tutti quelli interessati, di seguito posto il video originale.
In bocca al lupo e W Londra!

Sponsorizzato da IOC

13 febbraio 2012

NEGOZIARE ALL' EUROPEA

C'era una volta l'Eurodemocrazia, con un Presidente di turno che cambiava ogni 6 mesi per rappresentare tutti i Paesi membri.

Poi la nostra auto proclamata regina Angela Merkel e la sua amante Nicola Sarkozy hanno deciso che era arrivato il momento di governarci.

La Grecia sta vivendo la peggiore crisi della modernita' e potrebbe essere il primo Stato di una lunga serie.

Oggi ho scoperto che la Germania e il suo lacche' hanno accordato un prestito per aiutare la Grecia a ripagare il debito contratto con loro, aprendo la strada a restrizioni che opprimeranno il suo popolo per generazioni.
In cambio di questo grande favore, la Grecia e' stata costretta a comperare da loro enormi e inutili quantita' di vino.

No, aspettate, non e' costosissimo vino che la Grecia ha dovuto comperare, ma... macchine? No, no. Cos'era...?

Ah, si', ricordo!
Per accedere a questo prestito e salvare il Paese strangolando la propria popolazione, Germania e Francia hanno costretto la Grecia a comperare enormi e inutili quantita' di armi che producono loro.

Congratulazioni, pacifica Europa: questo e' un grande messaggio per l'umanita'.
Se sei forte puoi abusare del debole. Sfrutta ogni situazione per sviluppare il tuo business!


E ora un consiglio per la Grecia: provate a tornare dalla Germania per un altro prestito, ora che avete i carri armati potrebbe essere piu' disponibile a dare condizioni migliori.

E' il modo europeo di negoziare!

08 febbraio 2012

AVATAR E LA POLITICA ITALIANA

I Marines, che in patria erano considerati degli eroi, lontani da casa sono diventati dei mercenari al servizio di una multinazionale paragovernativa che ha il compito di estrarre un prezioso minerale che si trova sotto il sedere dei nativi, i quali non se ne vogliono andare.
Dopo aver tentato la carta dell'amicizia, gli Americani hanno deciso di trasformarli nei loro nemici per poter avere la scusa di attaccarli e ingaggiano una guerra preventiva che chiamano Guerra al terrore.
Ma i nativi, che gli Americani considerano selvaggi, oppongono una coraggiosa resistenza e nonostante l'inferiorita' degli armamenti e i numerosi morti riescono a cacciare gli Americani dalla loro terra.

No, non parlo della Guerra in Iraq, ma del film Avatar, che ho guardato stasera per la prima volta, a distanza di 3 anni dalla sua uscita.
So che la cosa e' disdicevole per un appassionato di cinema: il motivo e' che James Cameroon, che aveva dichiarato di voler fare il film piu' costoso nella storia e con budget pubblicitario illimitato proprio in un momento di forte crisi del cinema, mi ha fatto una forte antipatia, e non avevo voglia di guardare un film sull'ecologia e il rispetto dell'ambiente, come l'ha presentato la stampa italiana.

Eppure, anche se non ritengo la mia intelligenza di molto superiore alla media dei giornalisti italiani, non ho trovato nella grande stampa qualcuno che ne cogliesse l'analogia per me evidente.
Solo qualche blogger indipendente, mentre sulla stampa estera Avatar e' presentato come La piu' costosa propaganda anti americana di sempre (Telegraph), e in USA ha provocato spaccature e polemiche per il suo antiamericanismo.

Mi rendo conto che nel 2009 cercassimo di coltivare rapporti di amicizia molto stretti con gli Americani, ma mi chiedo se questo abbia condizionato i principali Media per plagiarci e distrarci, e non solo per cio' che riguarda i film.
O meglio (e scusatemi se per qualcuno diro' l'ovvio, per me non lo e') se i nostri Media sono vincolati a quello che vuole la politica.
Sappiamo che in Italia praticamente tutto e' politica, e la corsa alle poltrone RAI e' sempre molto in voga sia a destra che a sinistra, ma a cosa servono esattamente degli organi di informazione se si limitano semplicemente a riportare il pensiero del Partito al Governo?

16 gennaio 2012

HO GUARDATO LA MORTE IN FACCIA

...Ero sulla nave naufragata
...Sembrava di stare sul Titanic

Tutti i telegiornali non fanno che parlarne, pochi giorni fa e' naufragata la nave Costa Concordia: uno dei fiori all'occhiello di Costa Crociere, e voglio dare la mia raccapricciante testimonianza, perche' anche io ero sulla nave naufragata, circa un anno e mezzo fa.

E' stata una delle vacanze piu' belle che abbia mai fatto: sembrava di stare sul Titanic per il lusso degli interni, la qualita' degli spettacoli, la varieta' del cibo e l'attenzione con cui io e la mia famiglia siamo stati trattati dall'equipaggio (nella foto io e la nostra cameriera del ristorante, Aimee).
Avevamo un responsabile di cabina a disposizione 24 ore su 24, che ogni giorno ci faceva trovare sul letto appena fatto un lenzuolo piegato con un disegno diverso.
Tutti i passeggeri dovevano fare un'esercitazione obbligatoria e una facoltativa coi giubbottini di salvataggio, e in cabina uno dei canali della televisione trasmetteva 24 ore al giorno notizie sulle procedure di evaquazione e le norme di sicurezza sulla nave.

C'e' stato un naufragio, e questo porta cattive notizie, ma delle 4.000 persone a bordo soltanto 6 sono morte, cioe' lo 0,15%: ci sono incidenti in macchina che causano piu' vittime, e mi chiedo perche' i giornalisti si accaniscano cosi' tanto su una fatalita', chiamando le persone che non sono morte (il 99,85% di chi era a bordo) I Sopravvissuti.
Sul Titanic i morti sono stati 1.523 su 2.223, sull' Andrea Doria sono stati 45.

I telegiornali continuano a trasmettere interviste ai passeggeri sconvolti, molti di questi sono improvvisamente diventati grandi esperti di navigazione, mentre non ho ancora sentito nessuno dei circa 1.000 membri dell'equipaggio.
Sembrava di essere sul Titanic e' la frase piu' in voga in questi giorni, anche se il Titanic e' affondato in 2 ore, in acque gelide tra gli iceberg e senza soccorsi, mentre la Concordia e' a 900 metri dalla costa, ancora per meta' fuori dall'acqua, e secondo le previsioni lo sara' ancora per 4 o 5 giorni.
Che fare quindi, per riempire i telegiornali nei prossimi mesi?
Confidiamo almeno in un piccolo disastro ecologico, perche' a quanto pare ci sono poche speranze di una carneficina: i telegiornali devono essere riempiti e il modo migliore sono cattive notizie e provocare paure infondate e pensieri morbosi agli spettatori.

Intervista di oggi su La 7 a uno dei soccorritori:
- C'e' pericolo che la nave coli a picco?
- Beh, colare a picco e' un po' eccessivo...
- ...Che si inabissi?

Forse troverete questo pezzo volgare, inutile e fuorviante, che sfrutta senza onore una tragedia e il buon nome di un'azienda solo per alzare il numero dei miei lettori.

Ma non e' forse quello che stanno facendo tutti?

15 dicembre 2011

Canon IXUS 220 HS

14 dicembre 2011

MAKE IT HAPPEN CON CHEVROLET

Da un po' di tempo penso al potenziale e alle energie di molti film makers, che si scontra con le reali possibilita' di fare dei film la propria professione.

Spesso gli scrittori mi raccontano di quando qualcuno chiede loro che lavoro fanno e subito dopo, in modo confidenziale, chiede "Si', ma qual e' il tuo vero lavoro?".

Ho sempre trovato difficile capire perche' il barista sia considerato una professione, mentre scrivere film solamente un hobby.
Eppure abbiamo bisogno di bei film come di fare colazione al bar.

La maggior parte dei creativi a un certo punto della propria vita lascia perdere e si trova un lavoro vero, e spesso mi chiedo quanti di questi sarebbero potuti diventare grandi e avere una vita completamente diversa, se solo qualcuno avesse dato loro un'occasione.

Nella prima meta' degli anni 90 Hugh Grant era stufo di fare audizioni per ruoli che non arrivavano, di non avere una vita normale, uno stipendio e di sperare in una svolta che non arrivava mai. Quindi aveva deciso di lasciar perdere, fare l'ultima audizione e poi trovarsi un lavoro come insegnante di letteratura.
Quell'audizione era per Quattro Matrimoni e un Funerale: il film che ha lanciato la sua carriera, e penso a come sarebbe stata la sua vita se avesse rinunciato a quell'occasione.

Le occasioni che abbiamo, quelle che troviamo e quelle che ci vengono date fanno di noi persone che hanno realizzato tutti i loro sogni, mentre quelle mancate ci portano a vivere una vita non nostra.
Apprezzo quando grandi societa' dimostrano di voler dare un'occasione a chi sente di essere diverso e avere qualcosa in piu' da trasmettere agli altri.
E' una cosa sempre piu' difficile da trovare, ed e' giusto parlarne.

Ultimamente Chevrolet ha lanciato attraverso MOFILM una campagna rivolta ai film makers indipendenti che ha come tema Le occasioni perdute.
Il risultato e' un'esplosione di creativita': sto guardando on line i video che hanno partecipato al concorso, e ho l'impressione di essere di fronte a qualcosa di diverso, lontano dal concetto di pubblicita' che conosciamo.
Una grande azienda da' un'occasione a dei giovani film makers e ci dice di inseguire i nostri sogni, non importa quanto difficile sia questa strada.

Quindi, se loro supportano noi, il minimo che possiamo fare e' supportare loro, e invito tutti quelli che se lo possono permettere a comperarsi una delle loro macchine.
E tutti gli altri a guardarsi i loro video ispiranti :-)

Di seguito posto quello che ha vinto il concorso. Enjoy!


Sponsorizzato da Chevrolet

05 dicembre 2011

DI COSA PARLANO GLI ITALIANI A LONDRA

Londra - A volte vado al McDonald's vicino a dove abito per disegnare le persone, e quando lo faccio posso essere sicuro di 2 cose:
1) Vicino a me ci sará almeno una coppia di italiani in vacanza.
2) Parlerá sempre della stessa cosa.

Ora immagino, a bruciapelo, senza pensarci, quali sono 10 temi di cui parlerei con un amico se fossimo in vacanza per 1 settimana a Londra?
1) Crisi: qui sembra non esserci.
2) Tempo: non è vero che qui piove  sempre e c'è la nebbia.
3) Affascinante mescolanza di razze.
4) Convenienza di prezzi nei vestiti e quanto è cara la metropolitana.
5) Varietá praticamente infinita di offerta di cibo per mangiare fuori a qualunque ora, da fast food ad alta cucina.
6) Come fa 1 delle principali potenze al mondo ad avere ancora i doppi rubinetti come nell'800?
7) Emozione di trovarsi in luoghi che ho visto in TV (vedi Trafalgar Square e Piccadilly).
8) Fatica nel parlare inglese.
9) Quasi tutti i musei sono gratis.
10) Londra è particolarmente bella sotto Natale.

Ma gli italiani in vacanza qui parlano solo di una cosa: il cibo italiano.
E guardate che non ne faccio solo un discorso di intelligenza: un italiano qui puó fare discorsi intelligenti, forse anche quando sono 2, ma piú il gruppo aumenta, piú l'intelligenza pro capite diminuosce.

Altrimenti non mi spiego COME SIA POSSIBILE CHE IL GRUPPO DI FIANCO A ME STIA PROGETTANDO DA 5 MINUTI COME FARSI UNA CARBONARA PERCHÉ QUI SI MANGIA MALE, E IL FATTO CHE A NESSUNO DI QUESTI PURISTI DEL CIBO  SIA VENUTO IN MENTE CHE CRITICARE COME SI MANGIA A LONDRA MENTRE MANGI AL MCDONALD'S È UN PARADOSSO COSÍ EVIDENTE CHE È FIN TROPPO FACILE FARE IRONIA!!!

Quindi: hanno deciso di setacciare i supermercati alla ricerca di una marca di pasta italiana.
A una di loro sembra di aver visto del parmigiano, ma prima di comperarlo bisogna appurare che sia stato prodotto in Italia perché sai com'è, fidarsi è bene, ma la marca era sconosciuta.
Dopo lunghi dibattiti hanno deciso di essere flessibili sulle uova, perchè tanto la qualitá come in Italia qui non ci sará mai.
Il vero problema è la pancetta, perchè a prescindere da quello che pensano gli inglesi, pancetta e bacon non sono la stessa cosa.
E a questo punto prende la parola il piú intelligente di tutti e dice:

- La vera carbonara si puó fare SOLO con la pancetta dell'Abruzzo.

Signore e Signori, siamo davvero cosí.

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01 dicembre 2011

LE DONNE SI CONQUISTANO CON LE PAROLE

Londra - Nell'azienda in cui sono ora hanno appena assunto un italiano che non parla una parola di inglese e viene sempre da me per farsi spiegare qual è il suo lavoro.
Ieri mi si avvicina e mi fa:
- Oh, ma l'hai vista a quella, che *ulo che tiene? E le *ette, Mannaccia a Maronn'...!
Aprylle è la Creative Manager: inglese, di classe. A 32 anni è una donna in carriera. Le piace la letteratura, ama leggere le storie al suo nipotino, ma non le piace Harry Potter.
Viaggia in economica per mettersi da parte i soldi e comperarsi casa.
Da piccola ha studiato il piano, è veloce col computer, è timida e quando è in imbarazzo si pulisce le mani col disinfertante.

Questo ho scoperto la prima volta che abbiamo parlato.
Ma soprattutto, piace a me.

- Oh, ma secondo te ci posso provare?
- È un Paese libero.
- Il fatto sai che è? È che non capisc' nu *azz' di 'sto fetente di inglese. Senti, ma mi puoi imparare qualche cosa?
- Cosa vuoi sapere?
- Tipo come si dice Hai dei begli occhi?
- You have beautiful ass [Hai un bel *ulo].
- Ma non si dice tipo Eies?
- Si pronuncia Ess.
- E tipo come si dice Ti va di uscire qualche volta?
- Would you like to get laid sometimes? [Ti va di fare le zozzerie una volta?]

Prova un po' la pronuncia, mi ringrazia e se ne va.

La sera Aprylle lavora fino a tardi e lui la aspetta. Io rido sotto i baffi quando me ne vado e lui mi fa l'occhiolino.

Questa mattina viene da me, io a stento mi trattengo dal ridergli in faccia.
Lui si guarda intorno, sorride e mi fa:

- Me la sono fatta!

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L'IGNORANZA RENDE FELICI

Ultimamente ho incontrato un amico in visita a Londra.


È arrivato al nostro appuntamento con un sorriso da Joker e una grossa borsa di una profumeria.


- Guarda - mi fa - Non posso credere a quanto sono fortunato. Stavo camminando per Oxford Street e una profumeria stava svendendo tutto. C'era un assembramento di gente pazzesco e un venditore che stava dando le ultime buste, ma ce l'ho fatta. Questa busta piena di profumi... a 20 sterline!!!


Lo guardo con il sorriso di chi prova tenerezza, e lui mi chiede che c'è.

- Credo che dovremmo mantenere questo momento gioioso, invece di dirti cosa penso.

- No... Dimmi...

- È dal 2006 che stanno chiudendo.


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23 novembre 2011

CATSO IL CANE

Londra - Oggi ho incontrato al parco un'amica giapponese che non vedevo da tempo e che ha preso un cucciolo: Catso.


Ci siamo seduti su una panchina e abbiamo parlato a lungo, fino a quando ci siamo accorti che Catso si era allontanato.
Allora abbiamo iniziato a chiamarlo a voce alta.

Londra è piena di italiani, e in tanti ci guardavano incuriositi, soprattutto quelli con bambini.
- Catso?!? Dove sei, Catso?
Confesso di averlo fatto con particolare gusto.


Non vedo l'ora di incontrarla di nuovo, tra qualche mese, per dirle che il suo Catso è diventato bello grande.

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17 novembre 2011

SHAKESPEARE O NON SHAKESPEARE, QUESTO E' IL PROBLEMA

Ultimamente sto studiando un nuovo progetto sulle cospirazioni, e tra le più affascinanti che ho trovato ce n’è una che riguarda Shakespeare (forse anche complice il film Anonymous,  in uscita al cinema in questo periodo), per cui secondo alcuni il più grande poeta di tutti i tempi non sarebbe il vero autore delle proprie opere.

Una specie di Questione Omerica che interessa intellettuali e simpatizzanti, in particolare qui in Inghilterra.
Secondo diverse voci iniziate nel XIX secolo, infatti, Shakespeare non avrebbe avuto nè l’educazione scolastica, nè la necessaria familiarità con la corte per scrivere le sue opere.

Quindi chi le avrebbe scritte?

Il nome più accreditato è Edward de Vere, 17° conte di Oxford, che è anche la teoria seguita nel film Anonymous.
Nella vita di De Vere ci sono esperienze simili a quelle dei personaggi di Shakespeare:  per esempio,  come Pollonio in Amleto, uccide un servo impiccione nascosto dietro una tenda.

Vive in una Londra immersa nel puritanesimo, in cui l’arte ha valore se con un’inclinazione politica, altrimenti è considerata inutile e una pratica vergognosa per i nobili. 
Quindi De Vere soffoca l’impulso di scrivere, fino a quando trova un naturale sfogo usando il suo talento per combattere le sue battaglie politiche.
Ma uno scellerato attore di nome William Shakespeare scopre il suo segreto, lo ricatta e si prende il merito delle opere che De Vere ha scritto, e per sfuggire allo scandalo e al pericolo di gravi ritorsioni, De Vere sta al gioco.

La trama del film è ben congeniata e avvincente, la fiction del film si mescola bene a fatti storici, come l’assassinio di Marlowe in circostanze misteriose (nel film attribuita a Shakespeare) e gli esperti danno credito al film sia per meriti storiografici, sia per l'uso della fotografia e del CGI per ricostruire le scene.

Se volete vedere il trailer clickate il video qui sotto.


Articolo sponsorizzato.

11 novembre 2011

GENTE, SI TORNA A SCRIVERE A MANO!

Questo post è soprattutto per i creativi.

Vi ricordate quando giravamo sempre con una biro e un pezzo di carta per annotarci un'improvvisa idea che non sapevamo bene come sviluppare, ma a un certo punto ci sarebbe tornata utile?
E poi perdevamo gli appunti.

Qualche volta ho trovato fogli piegati in un cassetto o nella tasca di un giubbotto che non usavo da anni, con idee brillanti che non ricordavo più, e mi chiedevo quante di queste idee sarebbero diventate grandi, se solo non le avessi perse, magari buttate per sbaglio nella cartaccia.

Credo che gli Smartphones abbiano fatto una grande differenza per noi creativi (che onestamente non siamo le persone più ordinate del mondo), perché ci hanno permesso di prendere appunti usando il telefono, e per ovvie ragioni da quando ce l'ho non ho più lasciato i miei appunti nel bucato da lavare.
Anche se scrivere toccando lo schermo è più scomodo che usare una biro, e registrare un appunto vocale, semplicemente non è la stessa cosa: con una biro puoi fare uno schizzo, evidenziare, cerchiare, fare frecce, farti una mappa, dei grafici rivedere le parti importanti con un colpo d'occhio e lasciar scorrere i tuoi pensieri, mentre coi tasti sei vincolato a quello che il telefono ti lascia fare.

Ma Signore e Signori (e questa è pubblicità) ho scoperto uno smartphone con una biro: Samsung Galaxy Note.
E' come avere un pezzo di carta, ma non rischi di metterlo in lavatrice.
Puoi scriverti gli appunti A MANO, puoi prendere note su un ebook che stai leggendo, ritoccare foto, disegnare, e puoi addirittura... beh, l'ho appena conosciuto, datemi tempo!

Per chi lo volesse vedere in azione, clickate il video sotto:

Sponsorizzato da Samsung  

18 ottobre 2011

COME FARE UN BUON CURRICULUM

Negli ultimi anni in tanti mi hanno chiesto consigli su come scrivere il curriculum o scriverlo io per loro, e sono diventato una specie di autorità tra i miei amici.

Così ho deciso di riassumere qui tutto quello che ho capito leggendo libri, articoli, interviste, guardando video e parlando con consulenti e imprenditori.

1) Dimostrati entusiasta per il lavoro, ma non far vedere che sei entusiasta perché se vedono che vorresti il lavoro non te lo danno.

2) Un buon curriculum dovrebbe essere di una pagina, ma se la sua lunghezza è giustificata e il contenuto interessante va bene anche fino a 4. Comunque per nessuna ragione superiore a 2.

3) Cerca di capire esattamente cosa vogliono e durante il colloquio interpreta un personaggio che ha quelle caratteristiche. Sii te stesso, perchè alla fine sei tu quello che dovrá fare il lavoro e se non sai farlo se ne accorgono. Prima di tutto ottieni il lavoro, poi vedi se sai farlo.

4) Sii onesto nello scrivere il tuo curriculum e metti solo le esperienze rilevanti per quel lavoro. Copri i buchi e se hai passato troppo tempo senza lavorare inventa che hai fatto un viaggio o un corso di approfondimento.

5) Spendi molta energia nello scrivere una bella lettera di presentazione su misura per il posto di lavoro: l'80% dei consulenti scarta i candidati dalla lettera di presentazione. Il curriculum è la cosa piú importante e la maggior parte dei consulenti non guarda le lettere di presentazione.

6) Cerca di attirare l’attenzione del consulente con riquadri per evidenziare il testo e grafici sui tuoi interessi: riquadri e grafici servono solo a distrarre l’attenzione da chi sei veramente, confondono il consulente e mettono in luce la tua insicurezza.

7) I consulenti sono stufi di leggere sempre le stesse frasi. Scrivi il curriculum in modo discorsivo, raccontando le tue esperienze, più che elencandole con linguaggio specifico: un computer sceglie i curriculum più adatti a una certa posizione in base alle parole chiave che usi, quindi fallo schematico ed essenziale.

8) Il consulente sa che il candidato ideale non esiste. Prendi la descrizione del lavoro e argomenta punto per punto perché tu saresti il candidato migliore. Se calzi perfettamente nella descrizione sembrerai troppo qualificato, quindi troppo caro e ti scarteranno.

9) Esponi con frasi attive quello che TU sai fare e quello che TU puoi fare per l’azienda, ma metti al centro loro e non dire mai IO.

10) Sii chiaro e deciso nelle tue richieste per far capire cosa è importante per te, e tieniti lontano dal discutere di denaro o training.

11) Riuscire ad arrivare a un colloquio di lavoro è anche questione di fortuna, quindi più applichi, più hai possibilità di essere chiamato. Ma soprattutto, non è questione di fortuna, perciò non è importante il numero di curriculum che spedisci, ma la qualità con cui scrivi ognuno di loro.

12) Se conosci qualcuno che ti può dare una mano all’interno dell’azienda è la cosa migliore.

14 ottobre 2011

DICONO CHE GLI ITALIANI NON ABBIANO VOGLIA DI LAVORARE

Mi è appena arrivata un'email automatica per cui la persona che cerco non sarà in ufficio fino al 22 agosto.

...Ma siamo a metà ottobre...

13 ottobre 2011

APPLE NAPOLI da Lo Zoo di 105

Steve Jobs è cresciuto a Mountain View, nella contea di Santa Clara, in California. Qui, con il suo amico Steve Wozniak, fonda la Apple Computer, il primo aprile del 1976. Per finanziarsi, Jobs vende il suo pulmino Volkswagen, e Wozniak la propria calcolatrice. La prima sede della nuova società fu il garage dei genitori: qui lavorarono al loro primo computer, l’Apple I. Ne vendono qualcuno, sulla carta, solo sulla base dell’idea, ai membri dell’Homebrew Computer Club. Con l’impegno d’acquisto, ottengono credito dai fornitori e assemblano i computer, che consegnano in tempo. Successivamente portano l’idea ad un industriale, Mike Markkula, che versa, senza garanzie, nelle casse della società la somma di 250.000 dollari, ottenendo in cambio un terzo di Apple. Con quei soldi Jobs e Wozniak lanciano il prodotto. Le vendite toccano il milione di dollari. Quattro anni dopo, la Apple si quota in Borsa.

Mettiamo che Steve Jobs sia nato in provincia di Napoli. Si chiama Stefano Lavori. Non va all’università, è uno smanettone. Ha un amico che si chiama Stefano Vozzini. Sono due appassionati di tecnologia, qualcuno li chiama ricchioni perchè stanno sempre insieme. I due hanno una idea. Un computer innovativo. Ma non hanno i soldi per comprare i pezzi e assemblarlo. Si mettono nel garage e pensano a come fare. Stefano Lavori dice: proviamo a venderli senza averli ancora prodotti. Con quegli ordini compriamo i pezzi.

Mettono un annuncio, attaccano i volantini, cercano acquirenti. Nessuno si fa vivo. Bussano alle imprese: “volete sperimentare un nuovo computer?”. Qualcuno è interessato: “portamelo, ti pago a novanta giorni”. “Veramente non ce l’abbiamo ancora, avremmo bisogno di un vostro ordine scritto”. Gli fanno un ordine su carta non intestata. Non si può mai sapere. Con quell’ordine, i due vanno a comprare i pezzi, voglio darli come garanzia per avere credito. I negozianti li buttano fuori. “Senza soldi non si cantano messe”. Che fare? Vendiamoci il motorino. Con quei soldi riescono ad assemblare il primo computer, fanno una sola consegna, guadagnano qualcosa. Ne fanno un altro. La cosa sembra andare.

Ma per decollare ci vuole un capitale maggiore. “Chiediamo un prestito”. Vanno in banca. “Mandatemi i vostri genitori, non facciamo credito a chi non ha niente”, gli dice il direttore della filiale. I due tornano nel garage. Come fare? Mentre ci pensano bussano alla porta. Sono i vigili urbani. “Ci hanno detto che qui state facendo un’attività commerciale. Possiamo vedere i documenti?”. “Che documenti? Stiamo solo sperimentando”. “Ci risulta che avete venduto dei computer”.

I vigili sono stati chiamati da un negozio che sta di fronte. I ragazzi non hanno documenti, il garage non è a norma, non c’è impianto elettrico salvavita, non ci sono bagni, l’attività non ha partita Iva. Il verbale è salato. Ma se tirano fuori qualche soldo di mazzetta, si appara tutto. Gli danno il primo guadagno e apparano.

Ma il giorno dopo arriva la Finanza. Devono apparare pure la Finanza. E poi l’ispettorato del Lavoro. E l’ufficio Igiene. Il gruzzolo iniziale è volato via. Se ne sono andati i primi guadagni. Intanto l’idea sta lì. I primi acquirenti chiamano entusiasti, il computer va alla grande. Bisogna farne altri, a qualunque costo. Ma dove prendere i soldi?

Ci sono i fondi europei, gli incentivi all’autoimpresa. C’è un commercialista a Napoli che sa fare benissimo queste pratiche. “State a posto, avete una idea bellissima. Sicuro possiamo avere un finanziamento a fondo perduto almeno di 100mila euro”. I due ragazzi pensano che è fatta. “Ma i soldi vi arrivano a rendicontazione, dovete prima sostenere le spese. Attrezzate il laboratorio, partire con le attività, e poi avrete i rimborsi. E comunque solo per fare la domanda dobbiamo aprire la partita Iva, registrare lo statuto dal notaio, aprire le posizioni previdenziali, aprire una pratica dal fiscalista, i libri contabili da vidimare, un conto corrente bancario, che a voi non aprono, lo dovete intestare a un vostro genitore. Mettetelo in società con voi. Poi qualcosa per la pratica, il mio onorario. E poi ci vuole qualcosa di soldi per oliare il meccanismo alla regione. C’è un amico a cui dobbiamo fare un regalo sennò il finanziamento ve lo scordate”. “Ma noi questi soldi non ce li abbiamo”. “Nemmeno qualcosa per la pratica? E dove vi avviate?”.

I due ragazzi decidono di chiedere aiuto ai genitori. Vendono l’altro motorino, una collezione di fumetti. Mettono insieme qualcosa. Fanno i documenti, hanno partita iva, posizione Inps, libri contabili, conto corrente bancario. Sono una società. Hanno costi fissi. Il commercialista da pagare. La sede sociale è nel garage, non è a norma, se arrivano di nuovo i vigili, o la finanza, o l’Inps, o l’ispettorato del lavoro, o l’ufficio tecnico del Comune, o i vigili sanitari, sono altri soldi. Evitano di mettere l’insegna fuori della porta per non dare nell’occhio. All’interno del garage lavorano duro: assemblano i computer con pezzi di fortuna, un po’ comprati usati un po’ a credito. Fanno dieci computer nuovi, riescono a venderli. La cosa sembra poter andare.

Ma un giorno bussano al garage. E’ la camorra. Sappiamo che state guadagnando, dovete fare un regalo ai ragazzi che stanno in galera. “Come sarebbe?”. “Pagate, è meglio per voi”.

Se pagano, finiscono i soldi e chiudono. Se non pagano, gli fanno saltare in aria il garage. Se vanno alla polizia e li denunciano, se ne devono solo andare perchè hanno finito di campare. Se non li denunciano e scoprono la cosa, vanno in galera pure loro.

Pagano. Ma non hanno più i soldi per continuare le attività. Il finanziamento dalla Regione non arriva, i libri contabili costano, bisogna versare l’Iva, pagare le tasse su quello che hanno venduto, il commercialista preme, i pezzi sono finiti, assemblare computer in questo modo diventa impossibile, il padre di Stefano Lavori lo prende da parte e gli dice “guagliò, libera questo garage, ci fittiamo i posti auto, che è meglio”.

I due ragazzi si guardano e decidono di chiudere il loro sogno nel cassetto. Diventano garagisti.

La Apple in provincia di Napoli non sarebbe nata, perchè saremo pure affamati e folli, ma se nasci nel posto sbagliato rimani con la fame e la pazzia, e niente più.

P.S.: Grazie a Luigi Fabozzi per la segnalazione.

12 ottobre 2011

GENTE CHE SI MANGIA I SERPENTI

Sono su un aereo per Londra e un'assistente di volo dall'accento asiatico ci avvisa dagli altoparlanti che tra poco ci porteranno bibite e serpenti.

- Maria - penso io - Ecco cosa succede quando subappalti il catering a una compagnia indiana!

Poi capisco che non intendeva Snakes [pron. Sneics, serpenti], ma Snacks [pron. Snecs, spuntini].

Mi affascina sempre come in inglese cambiando leggermente un suono puoi avere un significato completamente diverso.

03 ottobre 2011

I FATTI SU CHUCK NORRIS: L'AEREO NAZISTA

Qui trovate un'animazione in Flash su Chuck Norris che ho fatto ultimamente , basata sul libro dei Fatti The Truth About Chuck Norris.

Speriamo che vi piacerà :-)