22 settembre 2010

CRISTINA

Sono al supermercato, e una ragazza mi passa davanti. Ho un flash, non ci vediamo da circa 18 anni, ma i suoi occhi azzurri sono gli stessi.
E' agli yogurt e la guardo indeciso se avvicinarmi o fare finta di niente, col pensiero sempre più ingombrante che potrei sbagliarmi e farmi una delle solite figure che poi riporto sul mio blog.

Frequentavamo lo stesso corso di tennis, e anche se io ci andavo in bici, al ritorno facevamo un pezzo di strada a piedi insieme.
Ha un anno più di me, mi diceva che ero perspicace, ed è stata la mia prima cotta, se escludo Silvia dell'asilo, a cui non sono mai riuscito a rivolgere la parola.
A volte ho pensato a lei anche da adulto, chiedendomi come fosse la sua vita ora.
Così mi avvicino:
- Cristina?
Lei si gira, in un modo che non capisco se sia perché l'ho chiamata col suo nome o perché le ho parlato vicino. Mi guarda e nei suoi occhi non suonano campanelli.
- Ciao... sono Bartolo... facevamo tennis insieme... tu avevi i capelli corti e l'apparecchio [e una tuta blu con strisce sottili gialle ai lati...].
Lei mi guarda con la distaccata cortesia di una ragazza che pensa Oh mio Dio, un maniaco! Mi ha pedinata segretamente negli ultimi 18 anni e oggi ha trovato il coraggio di uscire allo scoperto, proprio in questo posto così affollato! E ora cosa faccio?
Sorridendo, mi dice:
- Accidenti, dal tennis, che memoria!
Ma secondo me si sta arrampicando sugli specchi.
- Tu non ti ricordi di me, vero? Bartolo, quanti ne conosci che si chiamano così?!?
- Il nome non mi è nuovo, ma non riesco ad associarlo a un... a una... a nulla.

Nella mia mente da quando l'ho vista a quando sono andato agli yogurt le avrei chiesto come stava, cosa faceva, com'era la sua vita e se era contenta, cosa le era successo di importante negli ultimi 18 anni e detto che era bello rivederla dopo tanto tempo.
Invece, sorridendo, le dico:
- Beh, allora è meglio chiudere qui i convenevoli del rimpatrio, o rischia di diventare imbarazzante.
- Salutami pure quando mi vedi - mi fa lei gentile. Una frase che forse accetterei da Sofia Loren.

Non è incredibile come un rapporto tra due persone per uno significhi tanto e per l'altro nulla?

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