16 gennaio 2008

COME FARE UN BUON CURRICULUM

Da quando sono arrivato a Londra, circa 2 anni fa, c'è una parola in cui mi imbatto ogni volta che si parla di cercare un lavoro: mentire. Questo è stato il primo consiglio che un consulente del lavoro mi ha dato, la prima volta che sono entrato in un job center.


Qualcuno sostiene che non si tratti di vere e proprie bugie, ma di abbellire la verità. Per altri, invece, bisogna proprio spararle grosse.

Ma la cosa incredibile è che succede la stessa cosa anche al contrario, per chi offre lavoro.

In questi giorni sto cercando un assistente, e ho scritto alcuni annunci su siti specializzati, ma tra le regole che bisogna seguire (pena la non pubblicazione dell'annuncio) non si devono specificare sesso ed età della persona che stai cercando.

La paga sarà bassa, ma in circa 24 ore da quando ho postato l'annuncio su internet, mi hanno risposto in 75.

Non guardo molto i curriculum, perché so che sono pieni di bugie. Leggo più che altro le lettere di accompagnamento.

Capisco la leggendaria paura di offendere tipica della cultura inglese e il loro senso del politicamente corretto, ma facciamo finta che io abbia un negozio, e stia cercando una giovane commessa. Per quale motivo dovrei dare false speranze a un uomo di mezza età, che spreca il suo tempo rispondendo a un annuncio per cui non ha nessuna possibilità, quando potrebbe dedicare più energie a quello successivo?

Insomma, non sarebbe più umano e rispettoso mettere tutte le informazioni, invece di scartarli senza neanche leggere le loro e-mail?

Sono l'unico a trovare questo modo di fare offensivo?

Mi sento particolarmente coinvolto, per tutti i curriculum che ho mandato in questi 2 anni, ricevendo cortesi risposte che mi ringraziavano per aver applicato, e continuavano con Sfortunatamente...

E dopo che ricevi 3, 4 lettere di Sfortunatamente al giorno, inizia a crescere un misto di rabbia e frustrazione che ti porta a fare cose strane.

Tempo fa lavoravo con una compagnia in cui mi occupavo di ricerche tra i consumatori, per capire quali fossero le falle di alcuni prodotti e come migliorarli.

Dopo una settimana, io e i miei colleghi ci siamo accorti che quello che in realtà facevamo era spionaggio industriale, per capire quali fossero i punti di forza della concorrenza e copiarli.

Ero inorridito da tutte queste bugie: le bugie che bisogna scrivere sul curriculum, quelle da dire al colloquio di lavoro, le bugie che ricevevo ogni giorno, dicendomi che sfortunatamente ci sono dei candidati con un profilo che si avvicina di più a quello che cerca il loro cliente, e ora le bugie che la stessa compagnia per cui lavoravo mi costringeva a dire, con l'inganno.

Così ho aggiornato il mio curriculum, e ho messo:

Campo: Spionaggio industriale
Compiti principali: Mentire, carpire la fiducia dei consumatori, estorcere con l'inganno il maggior numero di informazioni.

Quel giorno sono stato contattato da 3 agenzie.

1 commento:

Marco ha detto...

... mi mandi copia del tuo CV? <:-)
Scherzi a parte, trovo molto interessante quello che dici. E credo che in fondo in fondo si tratti dell'istinto a prevalere sull'altro che nel processo evolutivo ha sviluppato nuove armi, sempre piu' sofisticate, non ultima la menzogna. Marco