06 giugno 2008
NEGLI USA PIACE IL NOIR DEL REGISTA ASTIGIANO
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01 maggio 2008
INTERVISTA A PRIMARADIO
Oggi sono stato invitato dagli amici di Primaradio per parlare del film che vogliamo girare ad Asti.Potete ascoltarla clickando sulla freccetta azzurra della barra in basso.
A 16 anni ero uno di loro, questa radio è stata la prima esperienza che mi ha indirizzato sulla strada che sto percorrendo, e li penso sempre con affetto.
Saluto in particolare Betty Martinelli, che mi ha fatto l'intervista, e Marco Rossino, vecchio amico alla regia.
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30 aprile 2008
...E COME FUNZIONA IN ITALIA?
Leggendo il mio blog qualcuno mi rimprovera di essere troppo antinglese, a favore degli Italiani.
25 aprile 2008
AD ASTI UN GANGSTER MOVIE
Ringrazio Riccardo Santagati, giornalista di La Nuova Provincia, che il 22 aprile ha scritto un pezzo sul film a cui sto lavorando in collaborazione con la Bison Productions di Londra, mettendoci in prima pagina.
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23 aprile 2008
UN REGISTA ASTIGIANO IN CARRIERA A LONDRA
Gli faccio anche i complimenti per com'è riuscito a trovare la foto.
Potete leggere l'articolo clickando sull'immagine a fianco, oppure qui.
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21 aprile 2008
HOW TO CATCH A THIEF - SLIDE SHOW
Queste sono le prime foto del film a cui sto lavorando con la Bison Productions di Londra: HOW TO CATCH A THIEF [COME SI PRENDE UN LADRO].
E' una sfacchinata, ma sta venendo su bene.
Le foto sono state scattate da Dylan Woolf.
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29 febbraio 2008
IL PRONTO DA MANGIARE PIÚ STUPIDO
Dopo 12 ore ininterrotte in uno studio di registrazione, senza pranzo, senza cena e con una colazione scarsa, alle 11.30 di notte trovo un supermercato aperto e vado alla disperata ricerca di qualcosa di pronto da mangiare, ma che non mi uccida.A Londra ci sono scaffalate intere di prodotti ready to eat [pronti da mangiare], ma di solito si tratta di patatine fritte, ali di pollo fritte, cipolle fritte, uova fritte, impanate e rifritte, prodotti indiani fritti, prodotti cinesi fritti e così via.
C’è un grande mercato in proposito, impressionante, quando entri in un supermercato inglese e sei abituato a quelli italiani. Questo perché le pause pranzo sono troppo corte per andare a casa e prepararsi da mangiare, e Londra sarebbe comunque troppo grande. Finito il lavoro e dopo la solita ora in metropolitana stipati come polli, la maggior parte dei Londinesi preferisce prendere qualcosa di pronto per cena, per la famiglia, e questo è il motivo principale per cui non sanno cucinare e mangiano male.
Dopo un’attenta ricerca, trovo il prodotto che fa meno male in assoluto: una confezione con 2 hamburgers da assemblare.
Quindi, quasi a mezzanotte, vado su una panchina e mi preparo il mio primo pasto come si deve della giornata.
Per ogni panino il pane è già tagliato, perché mangiando fuori non puoi avere dietro un coltello.
Poi c’è una busta di salsa, che è un misto tra ketchup, sottaceti sminuzzati e cipolla, così, di nuovo, non ti serve il coltello per affettare la verdura.
In fine ci sono 2 sottilette per panino e la polpetta di carne.
Ma la polpetta è cruda.
Quindi, secondo loro non c’è bisogno che io abbia un coltello: l’importante è che abbia l’olio per friggere la carne, una paletta per girarla, una padella, un accendino e un fornello a gas.
Non vorrei fare sempre quello che parla male degli Inglesi, ma...
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21 febbraio 2008
ARRESTATO PER AVER FATTO SESSO
La ragazza era stata uccisa con 8 coltellate.
In sua difesa, l'uomo ha dichiarato.
"Non sapevo che fosse morta".
25 gennaio 2008
L’INGHILTERRA STA ALLEVANDO DEI DEFICIENTI
Mi trovo in salotto a scrivere sul mio portatile. Il mio coinquilino è di fronte a me, e anche lui scrive al computer, orgogliosamente comperato 2 giorni fa e pagato mezzo litro di sangue e un rene.La mia coinquilina passa e va in cucina, e dal modo in cui sbatte i piedi e le pentole capiamo che ha le sue cose.
Tornando dalla cucina, Agnes inciampa sul cavo del computer di Steve, facendoglielo quasi cadere.
Lo prendiamo tutti e 2 al volo, lei non dice niente e se ne va.
Più tardi torna e mi fa una scenata che mi aspetterei da una madre il cui bambino ho deciso di mangiare.
Dice che ha chiamato il proprietario dell’appartamento, chiedendo il permesso di spostare tutta la mobilia.
Mi urla che le devo delle scuse, e io non capisco perché. Dice (urla) che i cavi dei portatili per terra rappresentano un pericolo dal punto di vista della salute e sicurezza, e la mia osservazione che semmai dovrebbe essere il cavo di Steve a doverle delle scuse non aiuta.
Steve cerca di ragionare con lei, e le dice che non ci eravamo accorti che --
Lei contrattacca che ci importa solo di quei ** di computer, noi maschi di ** e **, potessimo andare tutti a fare in **, ** ** e **.
L’incidente ha comportato per lei mettere avanti il piede destro subito dopo il sinistro, e ora ci sta accusando che ha rischiato la vita per colpa nostra.
Tra i suoi insulti, le chiedo se non le sembri di esagerare un po’, e allora vedo in lei una netta somiglianza con Scilla, di Scilla e Cariddi.
Si toglie gli occhiali, urla NON STO ESAGERANDO!! E li scaraventa sul mio computer.
A colpirmi davvero in questa faccenda non è la sua reazione per considerare un cavo del computer un pericolo mortale dal punto di vista della salute e sicurezza, ma che Steve dica che ha ragione.
L’Inghilterra tiene in grandissima considerazione la salute e la sicurezza, probabilmente perché ogni occasione è buona per denunciare qualcuno, così si arriva agli eccessi che ho già descritto nel post Insultate la nostra intelligenza.
Le spine inglesi hanno 3 buchi a triangolo, in cui il dente più in alto serve a fare contatto. Senza la giusta spina, l’apparecchio non funziona (per esempio i rasoi elettrici comperati in Italia).
Questo è un dispositivo di sicurezza, ed è intelligente. Ogni spina ha anche un interruttore, ed è un’ulteriore precauzione intelligente. Ma quando una volta ho inserito il mio computer in una presa della biblioteca, mi hanno detto che dovevo richiedere un adattatore di sicurezza (la terza precauzione), e allora inizia a essere fanatismo.
Un’attenzione del genere succede anche nelle case, dove in bagno non ci sono spine elettriche.
Il motivo è che il vapore quando ci si fa la doccia potrebbe provocare un incidente, e sarei interessato a sapere cosa ne pensano gli elettricisti italiani.
Così nei bagni inglesi gli interruttori per accendere la luce sono solo a cordicella, e per asciugarsi i capelli o farsi la barba con un rasoio a corrente continua bisogna andare in un’altra stanza.
C’è altro: le luci in casa. Ormai ho cambiato un buon numero di case e coinquilini, e le luci rimangono sempre accese. In casa c’è una specie di guerra fredda tra i miei coinquilini e me, io le spengo, e loro le accendono.
Dopo tanto tempo ne ho capito il motivo: salute e sicurezza. Camminare al buio nell’appartamento sarebbe rischioso.
E posso capire tenere una luce accesa per avere una guida di notte, per esempio in salotto, o in bagno, ma tutte le luci?
Succede la stessa cosa per il rubinetto in bagno, che la mattina trovo quasi sempre un po’ aperto, ma per quello non ho ancora una soluzione.
Prima di Natale era apparsa la notizia che a una donna che raccoglieva fondi da 20’anni per un’associazione benefica vestita da aiutante di Babbo Natale quest’anno è stato impedito di travestirsi, perché ciò le avrebbe impedito di indossare il giubbino catarifrangente, e quindi rappresentando un pericolo per la salute e sicurezza.
Beh, ma se il giubbino serve per attirare l’attenzione, un vestito da elfo fa il lavoro, no?
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23 gennaio 2008
L’INCUBO DI APRIRE UN CONTO
Sono arrivato a Londra 2 anni fa, e per aprire un conto in banca avevo bisogno di un lavoro.Per avere un lavoro avevo bisogno di un conto in banca.
Mi ricordo delle giornate passate a fare la fila in banca per aprire un conto, per parlare con un impiegato gentile e sorridente, che mi diceva che non era proprio cosa.
Il mio primo lavoro qui è stato fare i panini in un McDonald’s, e quando finalmente ho avuto la lettera del datore di lavoro e sono andato alla Barclays per aprire il conto, un impiegato, ancora prima di arrivare allo sportello, l’ha presa, ha raschiato il marchio con l’unghia, e mi ha detto che non potevano fare niente per me, perché il marchio era stampato con una stampante, e non su carta intestata.
2 anni dopo sto aprendo la mia casa di produzione, e a pensare di dover ricominciare tutto il percorsoper avere un conto per la compagnia, mi viene voglia di lasciar perdere e tornare a fare panini.
C’è solo una cosa che mi conforta: in 2 anni a Londra sono diventato molto più duro.
Così vado dall’uomo all’accoglienza per spiegargli le mie intenzioni, e lui attacca con la solita cosa che servono un sacco di documenti, firme, permessi, garanzie ecc., e mi dice che per ora non possono fare niente per me, e di tornare quando avrò tutte queste cose.
Dico:
- Va bene, allora può darmi solo una brochure informativa, come questa? (facendogli vedere una bellissima brochure della HSBC).
Mi ha fatto subito parlare col responsabile.
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19 gennaio 2008
L'INGHILTERRA HA CENSURATO FRIENDS
Tempo fa ho lavorato in una compagnia di postproduzione in cui tra le altre cose facevano il controllo qualità di programmi televisivi e film per aziende importanti come BBC e Paramount.Si tratta di guardare programmi e film, e riportare distorsioni nel video e nel sonoro, scene di violenza, parolacce, sesso, che possono essere considerate offensive in qualche altro modo, per esempio religioso, o pericolose perchè possono essere emulate, per esempio se un ragazzo entra in un supermercato con una pistola nei pantaloni.
L’Inghilterra trasmette da anni la serie televisiva Friends, almeno 4 episodi al giorno, e anche se appena finisce la decima serie ricominciano dalla prima senza fermarsi, è sempre molto seguita.
Friends è stato il mio primo vero insegnante di inglese, quando sono arrivato in Inghilterra, e direi che conosco certi pezzi praticamente a memoria.
La puntata che guardo ora è tutta improntata sul sesso: Ross non fa sesso da mesi, e chiede a Joey una mano, perché la sera ha un appuntamento importante.
Joey gli racconta una storia romantica infallibile, che Ross dovrà raccontare alla donna per farla cadere ai suoi piedi, ma quando è il momento, Ross la racconta male, e il suo progetto salta.
Ross va a casa di Joey, che gli chiede com’è andata. Ross dice Oh, bene, infatti ora sono nel mio appartamento a fare sesso!, e poi gli dice che la storia fa schifo e non funziona.
Ma sono incredulo, perchè la battuta di Ross che ho messo in corsivo è stata tagliata.
All’interno di una puntata tutta sul sesso.
Non ci posso credere, l’Inghilterra ha censurato Friends.
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16 gennaio 2008
COME FARE UN BUON CURRICULUM
Da quando sono arrivato a Londra, circa 2 anni fa, c'è una parola in cui mi imbatto ogni volta che si parla di cercare un lavoro: mentire. Questo è stato il primo consiglio che un consulente del lavoro mi ha dato, la prima volta che sono entrato in un job center.
Qualcuno sostiene che non si tratti di vere e proprie bugie, ma di abbellire la verità. Per altri, invece, bisogna proprio spararle grosse.
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29 novembre 2007
UMORISMO INGLESE
Se c'è una frase che può riassumere Londra più di ogni altra, è Mind the gap [Attenzione al dislivello].
- Il passeggero con la maglia rossa che fa finta di leggere il giornale, ma che in realtà guarda il petto di quella donna è pregato di smettere: non inganni nessuno, pervertito.
- Si fa notare ai passeggeri che lo zaino del signore con la barba contiene solo alcuni panini e una tessera della biblioteca, e non c’è motivo di preoccuparsi.
- Il passeggero con il vestito a righe e gli occhiali da 1.000 sterline che ovviamente lavora nei media è pregato di fare un passo avanti verso il binario, quando passa il treno. Grazie.
E ora la mia preferita:
- Si ricorda ai passeggeri che come tutti gli artisti specializzati nella voce fuori campo, probabilmente sono molto lontana da come mi immaginate, e la realtà potrebbe essere un po’ deludente.
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COME FANNO I COMPROMESSI GLI INGLESI
Kirsty Oldfield è una ragazza di 17 anni, i cui genitori sono mancati a poca distanza l'uno dall'altro. Lei cerca di superare tutte le difficoltà, ma i suoi problemi economici le stanno impedendo di continuare a studiare.
Fino a poco tempo fa prendeva un sussidio, ma visto che lavorava part time in un ristorante, gliel'hanno tolto.
Il suo consulente per il sussidio ha consigliato alla 17enne di farsi mettere incinta, ma lei vuole studiare psicologia, e considera questa soluzione come sprecare la sua vita.
Questo, a quanto pare, è il modo in cui gli inglesi intendono un compromesso.
Mi colpisce l'indifferenza con cui chi ha scritto l'articolo riporta il consiglio che quel professionista (e persona di cui lei si dovrebbe fidare) le ha dato, invece di scrivere in stampatello il suo nome e dargli pubblicamente dell'idiota.
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11 novembre 2007
MIGRANTE PER FARE CINEMA
Di seguito riporto l'intervista che Riccardo Santagati mi ha fatto di recente, pubblicata venerdì 9 novembre 2007 su La Nuova Provincia.Potete trovare l'originale clickando l'immagine a fianco, o qui.
L'avventura di Bartolo Ansaldi, regista e scrittore astigiano
di Riccardo Santagati
Bartolo ha un grande obiettivo, lavorare nel cinema e diventare uno scrittore di successo. Astigiano, 26 anni, una laurea in tasca e tanti lavori alla spalle (tra cui una collaborazione con l’emittente radiofonica Primaradio), un giorno decide di fare la valigia e buttarsi a capofitto in un'avventura, lasciando l’Italia per trasferirsi a Londra, dove i sogni, se ci si crede davvero, possono diventare realtà.
Straniero in una terra dove nessuno ti regala nulla, Barty sperimenta le difficoltà che tanti migranti vivono venendo in Italia per realizzare le proprie aspirazioni.
Sono passati oltre 2 anni dalla partenza di Barty e ora, dopo aver scritto e diretto il suo primo cortometraggio e aver terminato un romanzo, torna regolarmente adAsti a trovare la famiglia ma con l’intenzione di continuare la sua avventura inglese dove l’aspettano nuovi emozionanti progetti.
Abbiamo incontrato Bartolo durante una breve vacanza trascorsa recentemente in città.
Dai tempi di Primaradio ne è passata di acqua sotto i ponti. Cosa ricordi di quel periodo?
La radio mi ha dato le basi che volevo, soprattutto il contatto con gli ascoltatori, la gente e il pubblico. Lavoravo alla regia di un programma che parlava di cinema e l’argomento mi aveva incuriosito così tanto che decisi di tentare quella strada. In Italia non è stato facile. Ogni volta che toccavo l’argomento mi sentivo rispondere che era difficile, impossibile, che bisognava avere le giuste conoscenze. Impossibile? Non era quello che volevo sentirmi dire e dovevo trovare il modo di provarci.
Perché ti dicevano che era impossibile?
Chissà la solfa era sempre la stessa: con tutti quelli che ci sono figurati se vanno a prendere proprio te.
Dopo la radio cosa hai fatto?
Ho lavorato in molti settori. Sono stato impiegato nella vendita di prodotti per una famosa marca di aspirapolveri e lì mi hanno insegnato a vincere la timidezza e ad affrontare gli estranei. Poi ho lavorato in un villaggio turistico come tecnico del suono. Ero impegnato per 18 ore al giorno in questo piccolo mondo. E’ stato allora che ho sentito che mi mancava qualcosa, una preparazione culturale più completa e quindi, nel 2001, mi iscrissi all’Università di Trieste dove ho seguito un corso di studi per 3anni, ho lavorato per Radio Attività e per un importante ufficio stampa, “Volpe e Sain” che ha rappresentato un’esperienza molto significativa.
E l’Università? 
E’ stato un periodo bellissimo ma speravo di trovare qualcosa che mi desse più stimoli. Troppa teoria e poca pratica. Così nel 2005 decisi di fare il grande salto e di lasciare l’Italia per trasferirmi all’estero.
Perché hai scelto proprio Londra?
Ho sempre avuto interesse per i media. Il mio scopo era quello di diventare scrittore e regista. Inoltre era il periodo in cui volevo approfondire la mia conoscenza dell’inglese.
Straniero in terra straniera. Cosa hai fatto appena arrivato in quella metropoli? Come te la sei cavata?
Mi sono subito accorto che Londra non è facile per nulla. Cioè se il tuo fine è quello di lavorare nei ristoranti non c’è nessun problema ma per il resto nessuno ti regala nulla, neanche una possibilità. A Londra la concorrenza è disumana. Ci sono migliaia di persone che sanno fare quello che sai fare tu e che cercano di fregarti l’opportunità di emergere. Ho però scoperto che ci sono due cose che amano gli inglesi: un buon curriculum e il networking. Più si fa esperienza da mettere sul curriculum e più aumentano le possibilità di essere presi in considerazione, un po’ come in Italia, ma il networking è ancora più importante. Si tratta di socializzare con le persone giuste durante un evento di un certo rilievo che ti permette di fare nuove conoscenze nel settore dove vorresti lavorare.
A Londra cosa ti ha affascinato nei primi giorni di permanenza?
Mi ricordo che stavo ore in metropolitana a leggere le pubblicità. Le vedevo e le trovavo bellissime. Tra l’altro avevo appena contattato la BBC per chiedere consigli su come entrare nel mondo delle comunicazioni e fui sorpreso nel ricevere una risposta tempestiva e un sacco di documenti utilissimi. Avevo fatto la stessa domanda alla Rai e sto ancora aspettando la risposta.
A Londra hai potuto scrivere il tuo primo libro, “Il Maresciallo”. Di che parla?
L’avevo iniziato in Italia ma l’ambiente londinese mi stimolò la creatività e arrivai a scriverne 60 pagine al giorno. Volevo fare un ibrido tra romanzo e sceneggiatura e ho preso in prestito tante storie che avevo sentito raccontare dai miei amici, mescolandole tra loro con fatti di cronaca vera.
Direi che si tratta di un gangster book, una commedia gangster.
Come sei arrivato a realizzare il tuo primo cortometraggio?
Attraverso il networking ho conosciuto un musicista che mi ha portato alla prima cinematografica di un cortometraggio realizzato da un¹amica. Lì ho trovato persone che mi hanno sostenuto nel progetto e ho iniziato a lavorare a “Who was there” (Chi era, in italiano ndr). La prima grande difficoltà, poi superata con l’ostinazione, fu quella di ottenere i diritti di una canzone cantata da Nancy Sinatra, figlia di Frank. Si trattava di “How does that grab you darlin’?”. Dovevo avere quella canzone altrimenti non avrebbe avuto senso fare il cortometraggio. Ho quindi iniziato a cercare il modo di contattarla e per farlo sono passato da una radio di Roma che era in contatto con il responsabile italiano che cura gli interessi di Nancy Sinatra. Ovviamente questa persona, essendo in Italia, mi rispose segandomi le gambe. Disse che era impossibile avere quei diritti e che contattare la cantante sarebbe stata una cosa assurda. Così, risalendo ai responsabili europei dei diritti, sono riuscito ad ottenere l’uso della canzone per un anno.
Di che parla il tuo corto?
Prevalentemente parla di un tradimento. E’ stato girato a basso budget ed è disponibile su internet gratis. Il film è on line sul sito della casa di produzione che ho fondato con altri colleghi, http://www.bisonproductions.net/. La nostra scelta è quella di sviluppare nuovi progetti, puntando sulle idee che ci vengono proposte, soprattutto dai giovani.
Hai anche lavorato per Discovery Channel, vero?
C’era un'azienda di Londra che cercava un responsabile per curare la promozione in Italia di un documentario sugli Ultras per l’emittente Discovery Channel. Così ho colto al volo l’occasione.
Hai un tuo blog dove poter seguire le avventure londinesi e i prossimi lavori che farai?
Sì, l’ho creato in una notte e mi serve per comunicare con chiunque voglia rimanere in contatto con me o proporre nuovi progetti. Mi trovate all’indirizzo http://ancorabrucia.blogspot.com/
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02 novembre 2007
CHI ERA / WHO WAS THERE - SLIDE SHOW
Queste sono alcune foto sul set e dietro le quinte del cortometraggio che ho scritto e diretto, Who Was There - Chi Era.
Sono state scattate da Dylan Woolf e Alina Zardo.
Per chi ne vuole sapere di più, ci sono maggiori informazioni sul sito della Bison Productions di Londra.
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25 ottobre 2007
BASTA CON QUESTA STORIA CHE GLI INGLESI SONO FREDDI
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16 ottobre 2007
SEX AND THE CITY: LA FRENESIA PRIMA DEL FILM
Non so come funzioni nel resto del Mondo, ma da un po' di tempo a Londra nei 3 quotidiani gratuiti principali (Metro, Lite, The London Paper) non passa giorno senza parlare di Sex and the City - Il Film.Forse la risposta mi è arrivata oggi, sulle 2 pagine centrali di Lite, il cui titolo dice Metti un po' di Sex nel tuo look da ragazza City, sottotitolo Dove comperare le strane cose di Carrie.
In queste 2 pagine ci sono diverse foto rubate di Carrie, con foto degli articoli singoli: maglie, calze, scarpe, borse... ognuno ha i prezzi, le marche, i siti internet e dove fare gli affari, come la borsa a forma di Tour Eiffel di 1.250 sterline (1.789 euro) e la versione per poveracci, senza cristalli, a 165 (236 euro).
Insomma, se non fossi certo di aver letto articoli giornalistici scritti per informarmi, direi proprio che questa e tutte le indiscrezioni trapelate nelle settimane scorse sono una spudorata pubblicità, architettata con cura per fare un piacevole lavaggio del cervello, abbastanza lento perché in pochi se ne accorgano, per far crescere in ogni donna il desiderio di essere come Carrie.
Pagando salato per diventarlo, ovviamente.
E qualcuno aveva paura della pubblicità occulta nei film...
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15 ottobre 2007
EVVIVA IL SARDO OBBLIGATORIO A SCUOLA
Il nostro dialetto è l'unico in tutta Italia a essere una vera e propria lingua, dicono in Piemonte, Veneto, Friuli, Sicilia e Sardegna (non conosco le altre regioni).
Davvero, qual è il punto?
La cosa davvero strana è che quando selezioni la lingua inglese e premi il tasto che ti interessa, dopo ti rispondono in italiano.
13 ottobre 2007
MUSULMANE GIOCANO A TENNIS
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